“Pellegrini del sole”, di Jenni Fagan (trad. Olimpia Ellero)

«So macellare gli animali, se mai dovessimo andare a caccia», fa lui. «O magari le persone?». «Non so perché l'ho detto». «Forse un giorno finiremo per arrivarci, al cannibalismo: l'ultima risorsa per i sopravvissuti nella desolazione dell'inverno di Clachan Fells. Chi mangeresti per primo?», scherza Constance. «Non sceglierei né te, né Stella», dice lui. «Quanto … Leggi tutto “Pellegrini del sole”, di Jenni Fagan (trad. Olimpia Ellero)

“Membrana”, di Chi Ta-Wei (trad. Alessandra Pezza)

(progetto grafico NERO, illustrazione di copertina Lucrezia Viperina) "Sciocchina, i trattamenti cutanei curano l'esterno, non l'interno." La fantascienza transumanista di Mary Shelley cresce tra le inesauribili declinazioni del cyberpunk da Gibson a Sterling, s'aggrappa al fertile terreno dei manga (Akira, Ghost in the shell, per dire), semina dubbi nel ventre dei supereroi a stelle e … Leggi tutto “Membrana”, di Chi Ta-Wei (trad. Alessandra Pezza)

In pianura .2: “Génie la matta”, di Inès Cagnati (trad. Ena Marchi)

"Se la gatta o la cagna aveva fatto i piccoli, le dicevano: «Génie la matta, intanto che fai una pausa, va' ad ammazzare i gattini». O i cuccioli. Lei metteva i gattini o i cuccioli in un sacco con dei sassi e andava a gettarlo nel fiume. Io la inseguivo a distanza, perché ogni tanto … Leggi tutto In pianura .2: “Génie la matta”, di Inès Cagnati (trad. Ena Marchi)

In pianura .1: “Pontescuro”, di Luca Ragagnin

"Invece, quel buio, là fuori, adesso, gli pareva un'oscurità cattiva, la pelle stessa di un gigantesco essere multiforme che respirava rantolando, e allargava il torace inspirando le sostanze vitali, le poche rimaste, le superstiti, seppure lontane e indistinguibili: le stelle, le nuvole, gli esseri alati, e quelli della terra, del sottoterra, anzi, che continuavano laboriosamente … Leggi tutto In pianura .1: “Pontescuro”, di Luca Ragagnin

“Il figlio delle sorelle”, di Leonardo G. Luccone

"Nella testa hai solo sbucciature. Nella testa hai solo trucidature. Nella testa hai solo mancature. Solo troncature. Smangiucchiature, tramature, stancature, sbavature, sporcature, strozzature, smerigliature, annaspature, sgommature, abbandonature. Abbandonature." "Il figlio delle sorelle" sfregia in faccia, amabilmente e si spera con cicatrice duratura, il modo falso onnisciente di svolgere il romanzo familiare. Se i ricordi sono … Leggi tutto “Il figlio delle sorelle”, di Leonardo G. Luccone

“Le perfezioni”, di Vincenzo Latronico

"Tutti volevano una pagina, un logo, una veste grafica. Tutti volevano un po' di bellezza, intesa come una posizione unica in un sistema di differenze.""Il gioco di prestigio della gentrificazione è proprio questo: il racconto globale, generico e scintillante, è reso possibile dall'occultamento di una storia locale specifica e priva di valore aggiunto. Una storia … Leggi tutto “Le perfezioni”, di Vincenzo Latronico

“La fiaba nucleare dell’uomo bambino”, di Hamid Ismailov (trad. Nadia Cicognini)

"Šaken discuteva spesso con nonno Daulet della Terza guerra mondiale, a cui si preparava con grande zelo nel suo posto di sorveglianza. Forse fu a causa di quell'ultima visione della città morta, che Eržan, da allora, cominciò a sognare la Terza guerra mondiale. Di solito il sogno cominciava da una cielo azzurro e sereno in … Leggi tutto “La fiaba nucleare dell’uomo bambino”, di Hamid Ismailov (trad. Nadia Cicognini)

“Fantasmi dello Tsunami”, di Richard L. Parry (trad. Pietro Del Vecchio)

"In giapponese, quando ci si allontana da casa si pronuncia una formula invariata. La persona che esce dice itte kimasu, che significa letteralmente 'vado e torno'. Coloro che rimangono rispondono con itte rasshai, che significa 'torna presto'. Sayonara, la parola che si insegna agli stranieri ed è il giapponese per 'addio', è un vocabolo troppo … Leggi tutto “Fantasmi dello Tsunami”, di Richard L. Parry (trad. Pietro Del Vecchio)