“Pimpernel”, di Paolo Maurensig

Leggere "Pimpernel" significa recuperar contezza di quanto significhi l'avere passione per un romanziere. Succede a Paolo Maurensig con Henry James - il più importante prosatore nordamericano di fine Ottocento, ça va sans dire - riguardo al quale l'autore si prende perfino la libertà della fanfiction, dopo averlo a quanto pare completamente eviscerato attraverso uno studio … Leggi tutto “Pimpernel”, di Paolo Maurensig

“L’enigma della camera 622”, di Joël Dicker (trad. Milena Zemira Ciccimarra)

“Secondo Bernard, un 'grande romanzo' è un quadro. Un mondo che si offre al lettore, il quale si lascerà catturare da questa immensa illusione creata con colpi di pennello. Il quadro mostra della pioggia e ci si sente bagnati. Un paesaggio glaciale e innevato, e ci si sorprende a rabbrividire. E diceva: 'Sa chi è … Leggi tutto “L’enigma della camera 622”, di Joël Dicker (trad. Milena Zemira Ciccimarra)

“Terra Alta”, di Javier Cercas (trad. Bruno Arpaia)

"Argomentò che, per lui, uno scrittore era una persona come le altre, né migliore né peggiore, che bisognava essere consapevoli dei limiti della letteratura e bisognava bandire la presunzione narcisistica, petulante e atiquata che avesse qualche utilità, perché in fondo la letteratura non era che un gioco intellettuale, un intrattenimento incapace di insegnare qualcosa a … Leggi tutto “Terra Alta”, di Javier Cercas (trad. Bruno Arpaia)

“Il dolce domani”, di Banana Yoshimoto (trad. Gala Maria Follaco)

“Chi c’era fino a un momento prima d’un tratto non c’è più, le cose che avevamo ci sfuggono dalle mani. La sola certezza che ci rimane è che esistiamo. Vorremmo lamentarci, ma non c’è spazio per i nostri lamenti. Vorremmo perderci nei ricordi, ma siamo cambiati e non riusciamo a voltarci indietro.” (pag93-94) Comincio agosto … Leggi tutto “Il dolce domani”, di Banana Yoshimoto (trad. Gala Maria Follaco)

“Ogni riferimento è puramente casuale”, di Antonio Manzini

"Devi viaggiare basso - risponde amaro Pinelli - non alzare la posta, essere comprensibile, rassicurante, non insinuare dubbi e soprattutto sembrare il vicino di casa un po' sfigato. Se poi sei pure cafone e aggressivo allora sì, sei veramente autentico" (pag82) È molto curioso, un effetto straniante, leggere adesso "Ogni riferimento è puramente casuale". Lo … Leggi tutto “Ogni riferimento è puramente casuale”, di Antonio Manzini

“I ragazzi della Nickel”, di Colson Whitehead (trad. Silvia Pareschi)

"Sono bloccato qui, ma cercherò di ricavarne qualcosa - si disse - e di uscirne in fretta" (pag67) E' passato del tempo da quando Colson Whitehead venne in Italia a promuovere "The Nickel Boys"e incontrò quasi tutti quelli che poi di questo libro parlarono e scrissero. Non così tanto se contiamo giorni e mesi - … Leggi tutto “I ragazzi della Nickel”, di Colson Whitehead (trad. Silvia Pareschi)

“Una di Luna”, di Andrea De Carlo

"Non va bene proprio per niente, Margherita" ha detto lui. "Siamo su un piano inclinato che ci sta facendo scivolare dritti verso una palude medievale" (pag18) Degli ultimi De Carlo s'è detto un po' di tutto. S'è detto che gli argomenti tendono al ripetitivo, che le strutture formali più che consolidate dovrebbero essere definite meccaniche, … Leggi tutto “Una di Luna”, di Andrea De Carlo

“La ragazza della palude”, di Delia Owens (trad. Lucia Fochi)

"Cosa vuol dire, dove cantano i gamberi di fiume? Lo diceva anche mamma. Vai più lontano che puoi, fino laggiù, dove cantano i gamberi di fiume" Ma che bello, questo racconto di cose piccolissime e immense. Ambientato nella North Carolina degli anni '50, tra gli acquitrini e le paludi che caratterizzano quel pezzo di costa … Leggi tutto “La ragazza della palude”, di Delia Owens (trad. Lucia Fochi)