“Solenoide”, di Mircea Cărtărescu (trad. Bruno Mazzoni)

Avvertenza: il post che segue ha un impianto stilistico e argomentativo un poco diverso dal solito. Si tratta infatti di un consiglio di lettura che avevo preparato per la pubblicazione on-line su un sito di recensioni molto più gagliardo del blog di ADC. Poi però, a seguito di alcune difficoltà sulle tempistiche e sullo spazio … Leggi tutto “Solenoide”, di Mircea Cărtărescu (trad. Bruno Mazzoni)

“La casa di Shara Band Ong”, di Mariza D’Anna

"Negli anni più vicini alla nascita, quelli che appartengono al tempo della conoscenza involontaria, i ricordi sono ombre spodestate dal presente che avanza rapido verso il futuro. Via via che gli anni passano e il tempo della vita si accorcia, le tracce del passato riaffiorano come cicatrici e, come reperti di un altro tempo che … Leggi tutto “La casa di Shara Band Ong”, di Mariza D’Anna

“L’arte del buon uccidere”, di Piersandro Pallavicini

"Allora ci troviamo e facciamo aperitivo..." geme indomito il cretino. Scaraventatelo sotto un tram. "Prendiamo un aperitivo" gli urlerete mentre le ruote d'acciaio lo stritoleranno. "Beviamo un aperitivo. Facciamo aperitivo, bestia, mai!" Poi tornate in voi leggendo un qualunque libro di Arbasino. (pag104) "L'arte del buon uccidere" è un'ode accurata al principio della giusta misura. … Leggi tutto “L’arte del buon uccidere”, di Piersandro Pallavicini

“Cuori vuoti”, di Juli Zeh (trad. Madeira Giacci)

“Chiunque abbia bisogno di un attentatore non è più costretto a rivolgersi a dei fanatici jihadisti con disturbo narcisistico, o a dei bambinoni con il feticismo per le armi né a degli psicopatici che odiano gli stranieri e le donne. Loro invece gli consegnano un martire formato professionalmente, rigorosamente selezionato, che desidera morire per un … Leggi tutto “Cuori vuoti”, di Juli Zeh (trad. Madeira Giacci)

“Chiaroscuro”, di Raven Leilani (trad. Stella Sacchini e Ilaria Piperno)

"La responsabilità di esaminare l’oppressore non spetta all’oppresso" (pag122) Ci sono libri che raccontano storie e che, nello stesso tempo, riescono a mostrare la maniera in cui queste storie devono essere raccontate. E' il caso di "Chiaroscuro", romanzo breve dell'esordiente Raven Leilani; trentenne del Bronx, cresciuta in una famiglia di artisti, diploma in arte e … Leggi tutto “Chiaroscuro”, di Raven Leilani (trad. Stella Sacchini e Ilaria Piperno)

“Vardø dopo la tempesta”, di Kiran M. Hargrave (trad. Laura Prandino)

"Una delle donne ha inchiodato una croce sulla porta, e più che una benedizione per chi è all'interno sembra uno scongiuro contro chi non c'è." (pag.25-3) Vardø, nel Finnmark, è il comune più orientale della Norvegia. Questa cittadina, in origine un antico villaggio di pescatori, sta su una piccola isola collegata alla terraferma dall'Ishavstunnelen - … Leggi tutto “Vardø dopo la tempesta”, di Kiran M. Hargrave (trad. Laura Prandino)

“Pimpernel”, di Paolo Maurensig

Leggere "Pimpernel" significa recuperar contezza di quanto significhi l'avere passione per un romanziere. Succede a Paolo Maurensig con Henry James - il più importante prosatore nordamericano di fine Ottocento, ça va sans dire - riguardo al quale l'autore si prende perfino la libertà della fanfiction, dopo averlo a quanto pare completamente eviscerato attraverso uno studio … Leggi tutto “Pimpernel”, di Paolo Maurensig

“L’enigma della camera 622”, di Joël Dicker (trad. Milena Zemira Ciccimarra)

“Secondo Bernard, un 'grande romanzo' è un quadro. Un mondo che si offre al lettore, il quale si lascerà catturare da questa immensa illusione creata con colpi di pennello. Il quadro mostra della pioggia e ci si sente bagnati. Un paesaggio glaciale e innevato, e ci si sorprende a rabbrividire. E diceva: 'Sa chi è … Leggi tutto “L’enigma della camera 622”, di Joël Dicker (trad. Milena Zemira Ciccimarra)

“Terra Alta”, di Javier Cercas (trad. Bruno Arpaia)

"Argomentò che, per lui, uno scrittore era una persona come le altre, né migliore né peggiore, che bisognava essere consapevoli dei limiti della letteratura e bisognava bandire la presunzione narcisistica, petulante e atiquata che avesse qualche utilità, perché in fondo la letteratura non era che un gioco intellettuale, un intrattenimento incapace di insegnare qualcosa a … Leggi tutto “Terra Alta”, di Javier Cercas (trad. Bruno Arpaia)

“Il dolce domani”, di Banana Yoshimoto (trad. Gala Maria Follaco)

“Chi c’era fino a un momento prima d’un tratto non c’è più, le cose che avevamo ci sfuggono dalle mani. La sola certezza che ci rimane è che esistiamo. Vorremmo lamentarci, ma non c’è spazio per i nostri lamenti. Vorremmo perderci nei ricordi, ma siamo cambiati e non riusciamo a voltarci indietro.” (pag93-94) Comincio agosto … Leggi tutto “Il dolce domani”, di Banana Yoshimoto (trad. Gala Maria Follaco)