"Storia delle terre e dei luoghi leggendari", di Umberto Eco

Che cos’è la #storiadelleterreedeiluoghileggendari ce lo racconta Umberto Eco fin dalla prefazione:

“Qui non ci occuperemo di luoghi “inventati” (…). Si tratta di luoghi romanzeschi, che lettori fanatici tentano talora di individuare senza grande successo. Altre volte si tratta di luoghi romanzeschi ispirati a luoghi reali, dove i lettori cercano di ritrovare le tracce dei libri che hanno amato. (…) Addirittura accade che luoghi fittizi siano stati indentificati con luoghi reali (…). Ma qui ci interessano terre e luoghi che, ora o nel passato, hanno creato chimere, utopie e illusioni perché molta gente ha veramente creduto che esistessero o fossero esistiti da qualche parte”. (p7)

Si parte da Atlantide (“Terre che certamente non esistono più ma che non è da escludere siano esistite”) per arrivare a Shamballa (“A cui alcuni attribuiscono una esistenza totalmente ”) senza dimenticarsi dei luoghi menzionati solo dalle fonti bibliche, come il paradiso terresteo il paese di Saba, ma verso le quali si mossero in molti, primo tra tutti Cristoforo Colombo. E infine terre realmente esistenti alle quali l’uomo ha assegnato nel corso dei secoli una precisa mitologia: Alamut, Glanstombury, Rennes-le-Chateau, Gisors.

Che cosa hanno in comune quindi tutti questi luoghi?

Sia che dipendano da leggende antichissime (…) sia che siano effetto di una invenzione moderna, essi hanno creato dei flussi di credenze” (ibid.)

Un’opera da consultazione, questa, che si avvale di supporto consistente, fatto prima di tutto di un packaging prezioso. L’apparato iconografico è composto da illustrazioni imperdibili (le abbiamo condivise recentemente anche in qualche twitt) ed estremamente interessante è l’analisi delle fontiin calce ad ogni sezione.

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Da leggere con tenacia e leggiadria insieme, lentamente, lasciando decantare ogni capitolo.
ADC lo sta facendo ora, in queste lunghe notti di influenze e di febbri di bambini. Perché se come disse FS Fitzgerald “In una notte dell’anima veramente oscura sono sempre le tre del mattino”, studiare l’ingegno umano (e sorprendersi sempre di come sia giunto a tanto, ecco la magnificenza dell’Uomo), giusto giusto alle 3:30am – un caffettino in una mano e nell’altra termometro digitale e boccetta di tachipirina in gocce – fa sempre piacere.

Buona lettura 🙂
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