No hashtags, no party: #certilibrivannolettidicarta #SMWmilan #socialreading e tanti altri

Giocando un po’ con gli hashtag di Twitter, qui ad ADC recentemente se n’era inventato uno curioso: #certilibrivannolettidicarta. Un gioco innocente, ma forse non tanto, per verificare, ancora una volta e sempre in maniera empirica, l’evoluzione del concetto stesso di lettura che ormai non può più prescindere dalla scelta del device “di competenza”.

Tra le tante opere adatte a prestarsi all’esperimento noi di ADC avevamo individuato anche quelle di @MiraggiEdizioni, che ci erano capitate sottomano qualche settimana fa. Perché presto spiegato, ma dobbiamo partire da lontano.

A Milano, dal 18 al 22 Febbraio si è svolta la Social Media Week (#SMWmilan @SMWMLNdeclinazione milanese della kermesse internazionale omonima.
Tra i vari panel che abbiamo seguito con interesse (in streaming) c’era anche questo: “Social Reading: leggere, condividere e scoprire grandi libri” – in didascalia:
“Social Reading è tutto ciò che riguarda l’esperienza della lettura attraverso e-book ed e-reader: dalle annotazioni ai segnalibri, dalle recensioni alle votazioni. Ogni azione contemporanea alla lettura può essere social e condivisibile”.
Qui trovate il link all’evento e qui la diretta streaming, che potete ora visionare on demand.

Si è trattato di un un confronto serrato e brillante tra @henrikberggren, il creatore della piattaforma #Readmill (@readmill) e @marcoghezzi di @Bookrep. Una delle affremazioni che più hanno colpito gli spettatori in sala e il pubblico a casa (a giudicare da Twitter) è stata questa:  
seguita a breve lunghezza da questa:

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Sicché da una parte è chiaro e lampante il concetto espresso da Henrik Berggren per il quale, in sostanza, la tendenza generale è quella di una fruizione dell’atto “del leggere” sempre più concentrata – dato l’interesse primario del lettore che dovrebbe vertere sempre più su quell’ “in between” che sta tra la prima e la quarta di copertina – anchesull’utilizzo del device, che nella fattispecie dovrebbe diventare unico (in questo caso, smartphone o tablet) e soprattutto PLURIfunzionale.
Dall’altra, abbiamo la nostra esperienza quotidiana che ci bisbiglia all’orecchio, ancora una volta, il valore dell’ “oggetto libro”, che indiscutibilmente, se ben costruito e ben trattato, continua …a vender cara la pelle.
E così, eccoci di ritorno a @MiraggiEdizioni, con un titolo che ben esemplifica il nocciolo della questione.

Come al solito, lasciamo a voi le riflessioni del caso. 
Qui parliamo più diffusamente dell’opera citata.
Buona lettura 🙂

PS & NB: questo post pare ad ADC una buona occasione per rimandarvi alla nostra “Nota a margine” sul blog – sempre utile da tenere a mente per capire l’approccio di lavoro che si è scelto per www.appuntidicarta.it

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