"Qui", di Richard McGuire

Nel 1989 Raw, memorabile rivista statunitense dedicata al fumetto di avanguardia, sul primo numero della seconda serie pubblica una breve storia in bianco e nero, intitolata Here, in forma di sole 36 vignette, che rivoluziona per sempre il mondo dell’arte illustrata.

L’opera è frutto della creatività dell’artista multidisciplinare Richard McGuire (New Jersey, 1957): illustratore (specie per il New Yorker, collaborando inoltre con New York Times Le Monde, tra gli altri), scultore, graphic designer, scrittore di libri per l’infanzia, realizzatore di giocattoli per bambini, nonché bassista della post-punk band Liquid Liquid.

Nell’ottobre del 2014 l’editore Pantheon dà alle stampe una versione ampliata di Here, che non è soltanto un recupero ma una completa rielaborazione del materiale originario, tanto più stupefacente data la lunga assenza dell’autore dal mondo del fumetto. Versione ora pubblicata per l’Italia da Rizzoli Lizard, anche nell’interattivo ebook.

La cover del The New Yorker (opera dello stesso McGuire)
che celebra l’uscita di “Here” – Nov. 2014.
Qui il link alla pagina originale, video inclusi

Here racconta una storia ambientata in tempi diversi, la cui narrazione è affidata – e sta qui la svolta – non a una serie di fotogrammi in successione cronologica lineare ma a una inquadratura spaziale fissa su cui si aprono diverse finestre temporali tra loro comunicanti. 

Le vicende sono quelle personali della vita dell’autore, intessute con gli avvenimenti Storici che hanno caratterizzato il passato mondiale; lo sfondo non è altro che la rappresentazione di uno scorcio: quello del salotto dell’infanzia di casa McGuire. 


L’edizione 2014 sfrutta naturalmente tutte le potenzialità degli strumenti a disposizione dell’autore, dagli acquerelli del disegno a mano fino alla grafica vettoriale utilizzata per la creazione della stanza. 

Non è luogo questo per gli approfondimenti tecnici che lasciamo agli addetti ai lavori – ad esempio su Fumettologica – sia per l’analisi cartografica (stili grafici, utilizzo delle palette cromatiche, programmazione CAD) sia per quanto riguarda influenze di genere, echi e rimandi (da Hopper al mondo del fumetto degli anni ’70).
Ciò che di “Qui” colpisce oltre che la purezza dell’immagine è la modalità di fruizione del testo che obbliga il lettore a una presenza attiva, offrendo così un’esperienza pluridimensionale all’interno della quale la misura del tempo si mostra in tutte quelle affascinanti potenzialità che di regola sono proprie soltanto dell’analisi scientifica.
“Qui” non è soltanto una narrazione autobiografica, ma anche una riflessione sul ruolo dell’essere umano all’interno del cosmo: nonostante la presenza infinitesimale, quasi irrilevante di fronte alle misure universali del tempo e dello spazio, egli tuttavia è in grado di mutarne il corso, dando vita a una serie di eventi minimi, sempre tra loro concatenati, che ne modificano l’evoluzione.

La firma dell’autore, in occasione del Salone del Libro

Finestre su mondi paralleli…

…tra ricordi di famiglia, album di fotografie,
… la Storia americana del “(west) more land”…

…ombre di mostri mesozoici…
… e lampi di futuri possibili, ancora da immaginare.

 Buona lettura 🙂

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