"L’arte delle lettere", a cura di Shaun Usher – #BCM14

Al termine del panel #BCM14 La scelta editoriale ai tempi del #selfpublishing” – qui potete trovare lo storify competo – Chiara Valerio, in veste di moderatrice (con il merito di aver disciplinato con garbo e ironia un incontro effervescente e non privo di punti critici), ha domandato ai quattro editor presenti un consiglio di lettura per il pubblico in sala.


Fabio Muzi Falconi, narrativa straniera @FeltrinelliEd, ha quindi presentato in anteprima proprio “L’Arte delle lettere” (trad. Silvia Rota Sperti) affascinante documento di un tempo che fu, quando ancora la missiva, vergata a mano su carta di riso o battuta a macchina in duplice copia, era strumento e testimonianza di uno scambio – privato o istituzionale che fosse – sempre ricco di significato e partecipazione emotiva.  

L’opera comprende sia ampie parti di testo sia numerose testimonianze iconografiche che toccano le sfumature più varie del sentire umano.

Si va dalla ricetta per gli scones inviata da Sua Maestà Elisabetta II a DDEisenhower (24/01/1960) all’accorato appello di Kurt Vonnegut in difesa di “Mattatoio n.5” (16/11/1973), che Charles McCarthy – preside di una HighSchool del Nord Dakota – aveva dato ordine di bruciare nella fornace della scuola (in 32 esemplari, copie che erano state acquistate dagli studenti su suggerimento del ventiseienne professore di inglese Bruce Severy):

“Se lei e il suo consiglio scolastico ci tenete a dimostrare che in realtà esercitate con saggezza e maturità le vostre facoltà nell’educare i giovani, allora dovreste ammettere che censurare e poi bruciare dei libri – libri che non avete nemmeno letto – è stata una pessima lezione per i giovani di una società libera. Dovreste anche decidere di esporre i vostri figli a ogni genere di opinioni e informazioni così che in futuro siano meglio attrezzati a prendere decisioni e sopravvivere”

Fino al messaggio di commiato del kamikaze Masanobu Kuno ai figli, spedito loro il 23 maggio 1945, poco prima di schiantarsi a Okinawa; non meno toccanti le righe inviate da tutti gli altri militi, ignoti o meno, vittime di guerre antiche e moderne e le brevi note che accompagnavano nella culla i neonati abbandonati alle porte dell’Ospizio dei Trovatelli di NY (1850ca). E vogliamo parlare poi del carteggio tra LBarany della Ugly Publishing Int. e James Cameron (1987) riguardo ad “Aliens”? 

Quindi, che dire: buona lettura 🙂

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