"La Trilogia Steampunk", di Paul Di Filippo

More about La trilogia Steampunk, vol. 1 Piccolo breviario steampunk, e per chi volesse affrontare la materia per la prima volta e per i fedeli puristi nel caso in cui volessero ritornare alle origini e alle linearità di un sottogenere letterario “di nicchia” poi inevitabilmente trasformato dal trascorrere degli anni e dalla fama crescente. 
Un must have, dunque, non fosse altro perché PdiFilippo (Providence, Rhode Island, classe 1954) altri non è se non colui che per primo ebbe l’ardire di utilizzare il termine steampunk ficcandolo direttamente in prima pagina, all’interno di un titolo, e classificandone così, imperituramente, il genere. 
Parliamo di breviario steampunk perché la Trilogia contiene in sé, per temi e struttura, alcuni dei tratti fondamentali di questo sottogenere letterario fantastico/fantascientifico che, di fatto, nelle opere di altri autori successivi si sono un po’ persi, o si stanno perdendo, a favore di altri tipi di narrazione vicina al romance più o meno commerciale (i.e. qui) e/o a temi di carattere esplicitamente sociale (regimi militari, colpi di stato, realtà politiche alternative etc). 
Uno di questi temi “a grado zero” è rappresentato dall’ironia e in special modo dal dissenso, espresso attravero la satira, nei confronti del tempo passato rappresentato (in questo caso, l’epoca Vittoriana) che quindi in qualche modo diviene anche critica verso il presente, in un gioco consapevole di continui rimandi metaletterari. Ecco il senso del “punk” che va a formare il neologismo assieme allo steam – del vapore e delle aeronavi, due dei tratti caratteristici delle ambientazioni di genere, che tuttavia, nel caso di PdiFilippo, non sono certo accessori, ma neppure sostanziali, poiché l’autore (altro tema zero del nostro breviario) predilige al particolare del “gadget” (*), che pure non manca, quello della contestualizzazione e della ambientazione. 
The Steampunk Trilogy è pubblicata in USA nel 1995 e consta di tre racconti distinti: “Victoria” (USA 1991, Italia, Ed. Nord, 1996), “Hottentots” – più che un racconto, un romanzo breve, e “Walt and Emily” (entrambi inediti in Italia): tutti e tre meritevoli di essere letti, riletti e copiosamente citati proprio perché, pur nelle loro evidenti e necessarie differenze di temi e stile, condensano in sé quelle peculiarità omogenee che hanno fatto dello steampunk delle origini un genere così particolare e definito. 
Il testo è corredato dalle belle immagini di Luca Oleastri e dall’interessantissima prefazione a firma Salvatore Proietti (*)
Buona lettura 🙂

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