"Nel bosco", di Tana French

More about Nel boscoMore about La somiglianzaMore about I luoghi infedeli In vacanza abbiamo scoperto Tana French. Che beh, non ce ne vogliate ma ha preso un po’ (non TUTTO, ché al cuor non si comanda) di quel posto che era riservato a Patricia Cornwell prima che ci si perdesse sul serio – Kay Scarpetta nell’asetticità banale di una narrazione in terza persona e noi tra le questioni sentimentali Benton/Lucy/Marino che Beautiful in confronto è solo l’apoteosi di una cotta liceale lei, lui, l’altra. Anyway. 


Nulla da segnalare, se non godersi lo spettacolo senza troppe paranoie. Atmosfere da brivido, profumo di sigaretta, cappotti di lana umidi di pioggia, mistero fitto, poliziotti buoni e poliziotti cattivi, delinquenti, assassini e quell’aria tutta dublinese che solo a descriverla, se non sei bravo, ne perdi per lo meno la metà. E soprattutto, l’Essere Umano. Dopo tanta extracorporeità da fenomeno paranormale (vampiri, licantropi, angeli e affini), finalmente gli Uomini. Soli, nell’essenza inalienabile di corpo e mente: belli, brutti, giovani, vecchi. Sposati, single, con figli, senza figli. Buoni, altruisti, empatici, egoisti, cattivi, assassini, fuori di testa. Eppure, sempre uomini, nella quotidianità di un confronto, impari, con le gioie, ma spesso con i drammi, dell’esistenza.

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