#Stelline15: #DigitalLibrary, la biblioteca partecipata. San Giorgio, Pistoia: #bibliotecaspaziopubblico

Si è conclusa da un paio di settimane l’edizione 2015 del Convegno annuale delle Stelline. Un’edizione particolare di cui, caso vuole, quest’anno si è celebrato anche il traguardo importante del ventennale
Due giorni di interventi intensi e partecipati, per altro sotto il patrocinio di Expo, che hanno incontrato il favore di un pubblico numeroso come non mai e hanno ricevuto gli apprezzamenti dagli addetti ai lavori per il profilo dei relatori e la qualità della discussione a cui si è voluto dare quest’anno una “particolare caratterizzazione internazionale” (rif. http://www.convegnostelline.it/home.php)

Tema dei lavori 2015, quello della Digital Library, con l’obiettivo dichiarato di:

“individuare le linee di trasformazione delle biblioteche in un ambiente digitale e al tempo stesso partecipativo, riprendendo il filo rosso dell’impatto che l’innovazione può avere sulle biblioteche e sugli utenti, facendoli diventare sempre più protagonisti e soggetti attivi” (ibid.)

Insomma un progetto ambizioso e attraente che ha coinvolto più di trenta relatori fra i tradizionali panels, le iniziative collaterali e i workshop aziendali:

//storify.com/appuntidicarta/stelline15/embed?header=false&border=false//storify.com/appuntidicarta/stelline15.js?header=false&border=false[View the story “#Stelline15: #DigitalLibrary, la biblioteca partecipata” on Storify]

Sebbene non abbia avuto modo di partecipare di persona, ho potuto seguire parte degli interventi grazie ai numerosi liveTwitt da #Stelline15 e #convegnostelline; per altro ora è possibile approfondire i singoli panel attraverso le relazioni in distribuzione al Convegno, disponibili sia in cartaceo che in digitale e il dibattito sulla #DigitaLibrary continua on line.

Uno degli interventi (tra i molti) su cui sarebbe opportuno fermarsi a riflettere, data la quantità degli spunti che porta con sé, è quello ad esempio di Luca FerrieriDirettore della biblioteca civica di Cologno Monzese, “L’odore della lettura: sinestesie e anestesie della mutazione digitale“: Non un discorso sui massimi sistemi, né un esercizio di fantalettura, ma l’analisi di che cosa sta cambiando qui e ora (…) nella pratica del leggere” (cfr l’abstract).

“Luca Ferrieri ha esordito con <> e ha posto immediatamente l’attenzione su una questione, che sia i tradizionalisti sia i tecnoentusiasti sembrano aver dimenticato, ovvero la necessità di affrontare – Ferrieri dice attraversare – questo momento di cambiamento delle pratiche della lettura, del mondo del libro nella sua 4° Rivoluzione e dell’editoria.

E sono proprio queste pratiche di lettura, ora in transizione, a determinare il destino del libro. La mutazione digitale di cui ha parlato Ferrieri è un processo di ibridazione che coinvolge tutti noi, immigrati digitali, e che modifica e rielabora le caratteristiche della lettura: fisiche e materiche, corporee – e quelle che definisce le dimensioni estetiche e sinestetiche dell’atto del leggere”.

Non posso fare altro se non ringraziare Alessandra Scarazzato (Distretto Culturale di Monza e Brianza, vita professionale dedicata al mondo del libro e della lettura),autrice del virgolettato di cui sopra, con cui ho avuto il piacere di confrontarmi e che ha accettato di rispondere (…grande pazienza!) alle mie tante domande relative al Convegno.

Un altro intervento che ha destato l’interesse dei partecipanti è stato quello di Maria Stella Rasetti, Direttrice della biblioteca San Giorgio di Pistoia: Digitali e partecipati: i makerspaces in biblioteca tra collezioni plurali, connessioni molteplici e comunità in trasformazione”.
Dice MS Rasetti: 

“L’attenzione dei bibliotecari americani, sicuramente molto più aperti di noi ai cambiamenti e alle innovazioni, è ormai ben desta sul tema dei rapporti tra makerspace e biblioteche, al punto da poter affermare – senza eccessi di semplificazione – che, mentre a casa nostra il dibattito non è ancora cominciato, negli Stati Uniti si è ormai sostanzialmente pacificati sull’idea che aprire un makerspace in una biblioteca sia una operazione ad alto valore aggiunto, in grado di facilitare il raggiungimento degli obiettivi primari della biblioteca pubblica” 

“La prima biblioteca americana ad integrare un laboratorio del genere all’interno del proprio portafoglio servizi è stata la Fayetteville Free Library (…) Molto ampio il portafoglio servizi della biblioteca, costruito con compattezza attorno al valore fondamentale dell’apprendimento di nuove competenze da parte del cittadino, al quale sono offerte numerose opportunità che transitano non soltanto dall’uso dei libri e dei documenti riprodotti su formati diversi, ma si ampliano ad accogliere tutte le occasioni utili per supportare la prima alfabetizzazione, la formazione formale, la ricerca del lavoro, il superamento delle differenze di genere in fatto di cultura scientifica, fino ad arrivare, col FabLab, a coprire la dimensione dell’apprendere facendo. Al centro dell’attenzione è collocata la persona con i suoi bisogni di apprendimento e miglioramento personale, per far fronte alle diverse esigenze di vita: bisogni che cambiano con il passare dell’età e la maturazione delle sue esigenze nel suo stare nel mondo” 

“E in Italia? Siamo appena all’inizio della storia. Ma, nonostante questo, possiamo dire che non stiamo sfigurando come in tanti altri campi, segnando i consueti ritardi abissali nei confronti dei paesi più innovativi. (…) In Italia [il] primo American Corner concepito come Digital Innovation Center [è lo] YouLabPistoia, inaugurato il 24 aprile 2013. (…) Tre sono le esperienze ritenute tra quelle più significative in Europa: il makerspace su ruote Frysklab dalle Fiandre, quello attivo alla biblioteca pubblica di Colonia e l’American Corner YouLab di Pistoia”. 

Il testo integrale è appena stato pubblicato e lo trovate qui mentre una versione ancor più compiuta del suo intervento verrà pubblicata nel prossimo numero della rivista mensile Biblioteche oggiAtal proposito ringrazio ancora Alessandra per la segnalazione. 
Sempre rimanendo in tema, vorrei portare alla vostra attenzione il seminario “Le biblioteche: da spazio pubblico a spazio partecipato” organizzato proprio da Maria Stella Rasetti: l’appuntamento è per il prossimo 11 Aprile alla Biblioteca San Giorgio (qui i dettagli). Se non presenti di persona, potrete seguire i lavori (come farò io dandovene relazione) dalla pagine Facebook e Twitter della biblioteca; hashtag #bibliotecaspaziopubblico. Avrò un’inviata speciale al Seminario di Pistoia: ciò ci permetterà di essere ancor più dentro alla discussione sul tema biblioteca-spazio di rappresentazione della città e di auto-rappresentazione della sua comunità.

Grazie a tutti e buona lettura 🙂

Vi ricordo che #Stelline15 è una delle manifestazioni inserite a pieno titolo tra le iniziative che fanno capo a Milano #CittàdelLibro di cui si è già parlato su ADC.

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